Olivero Mario
Prima di tutto una famiglia, poi un’azienda.
Da Roddi, il comune più piccolo nelle Langhe del Barolo, Lorenzo e Mario Olivero portano avanti una tradizione familiare fatta di vigneti curati a mano, vinificazioni rispettose e 35.000 bottiglie numerate all'anno. Ogni annata racconta un pezzo di Langhe, ogni etichetta una scelta consapevole.
Visioni controvento: l'arte di restare liberi
Un'orchestra di carta e vetro
Oggi i nostri vigneti crescono su terreni fossili che conferiscono mineralità unica ai vini
Nel 2025 abbiamo scelto un nuovo simbolo per la cantina: il fossile di un pesce lanterna del Miocene, ritrovato tra le zolle della vigna davanti a casa. Non è solo un logo, è un segno che unisce passato e visione. Come quel pesce portava luce negli abissi marini di milioni di anni fa, noi vogliamo illuminare la strada verso un vino sincero, fatto di scelte precise e libertà creative. Complice l’amore per la musica, le nuove etichette dei vini si sono trasformate in un’orchestra di note, radici e terra, custodi della memoria romana.
Artigiani del vino dal 2003, poi Vignaioli
Lorenzo e Mario: padre e figlio, stessa intenzione
Mario ha iniziato commerciando vino in damigiana. Lorenzo è cresciuto al suo fianco, con in testa il sogno della terra. Ha piantato i vigneti da cui oggi raccolgono le loro uve, che poi trasformano in vino. Insieme coltivano 5 ettari di vigneti nelle Langhe, tra Roddi, La Morra, Monforte d’Alba e Rodello.
Niente di industriale: 35.000 bottiglie numerate all'anno, vendemmie manuali, scelte che privilegiano la qualità sulla quantità. Una cantina familiare dove ogni decisione passa attraverso mani che conoscono ogni singola pianta.
Langhe: quattro paesi, un progetto
Roddi, La Morra, Monforte d’Alba, Rodello.
I nostri vigneti si dividono tra le colline di Roddi (il comune più piccolo della zona del Barolo), La Morra, Monforte d’Alba e Rodello. Terreni marnosi, esposizioni diverse, microclimi che cambiano da un bricco all'altro.
Non scegliamo le uve più facili da vendere: scegliamo quelle che qui, su questi suoli fossili marini, danno il meglio di sé. Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis. E poi gli esperimenti, i fuoriclasse: Merlot, Manzoni Bianco.
Dieci etichette, zero compromessi
Dal Barolo ai vini d'autore
Tre Barolo da cru selezionati, due Barbera che raccontano storie diverse, un Nebbiolo diretto, con carattere. E poi l'Arneis delle Langhe, il Dolcetto tradizionale, un bianco da Manzoni Bianco e un Merlot che sorprende. Ogni bottiglia numerata a mano, ogni annata un'occasione per raccontare meglio chi siamo e dove cresciamo.
Lavorare meno la terra, ascoltarla di più
Vigna, cantina e libertà: il nostro manifesto
In vigna lavoriamo a mano: potature rispettose, vendemmie selettive, inerbimento naturale. In cantina lasciamo che siano i lieviti autoctoni a guidare le fermentazioni, usiamo legno grande per gli affinamenti lunghi e acciaio quando serve preservare la freschezza. Non correggiamo, non forziamo. Siamo orgogliosamente FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti: piccoli produttori che vinificano solo uve proprie, difendendo l'autenticità contro l'omologazione. Per noi indipendenza significa libertà di sbagliare, di sperimentare, di dire no quando serve. Preferiamo una bottiglia onesta a una bottiglia perfetta costruita a tavolino.